martedì 12 novembre 2013

Fabìola, non Fabiòla.

Buongiorno, buonasera e salve. Credo abbiate capito come mi chiamo. Non serve una laurea almeno per questo, eccheccavolo... Ma la bellezza del nostro nome anagrafico infondo è proprio questa: sapete come mi chiamo, ma non avete idea di chi sia. Presentiamoci come si deve allora.
Sono una ventenne (ormai sulla soglia dei ventuno) che arrivata alla maturità era troppo intelligente per essere bocciata, ma troppo immatura per valutare lucidamente il proprio futuro. Sono disoccupata da due anni, insomma. Vivo nella borghese casa dei miei borghesi genitori, e la cosa che mi viene meglio è rifugiarmi nella mia testa quando la gente alza la voce, osservarla mentre contorce le linee attorno alla sua bocca, digrignando i denti. Alcuni mi chiamano artista, altri genio, altri ancora pazza o cazzara. Per come la vedo io sono solo scuse per cercare di attribuirmi una "rima".
Ecco, ora vi spiego il motivo per cui ho chiamato così questo blog. Avete mai conosciuto altre "Fabiola" oltre a me? Io si, ma con le mie omonime non ho mai discusso di questa buffa conclusione a cui sono arrivata. Quando eravamo degli allegri batuffoli sculettanti, o almeno quando lo ero io, si cercava sempre una rima per prendersi gioco degli altri bimbi. Ad esempio "Nicola va' a moviola", per fare l'esempio più innocente. Il problema si poneva quando si arrivava al mio nome. I bambini, che sono dei gran furbi, scambiavano l'accento del mio nome, sicché avesse la stessa cadenza di "Nicola". Peccato che la realtà sul mio nome sia tutt'altra: Fabìola non fa rima. Potete aggirare la verità, distorcerla, ma alla fin fine il mio nome non è inquadrabile. Ci sono altre persone al mondo con il mio nome, e sicuramente altre che condivideranno alcune mie caratteristiche, ma il risultato finale resta lo stesso: non posso far rima, sono una nota stonata in un coro di voci angeliche. Se non cogliete la melodia alla base della mia stonatura vi consiglio di passare oltre, perché su questo blog non abbiamo bisogno di angeli o presunti tali. Loro non cambiano, e qui tra i vivi il cambiamento è padrone. Se invece preferite seguirmi saremo come la nota sbagliata che ha fatto nascere il blues, ed insieme comporremo opinioni, idee, sogni e speranze. Non occorre chiamarsi come me per essere un suono diverso, possiamo essere diversi insieme, non c'è problema. In fin dei conti una nota sbagliata crea la novità, bella o brutta che sia.


Benvenuti sul mio blog!